Il marketing ha fatto molta strada dai tempi di «Mad Men» e dei giganti del marketing degli anni '50, ma alcuni ancora non comprendono fino a che punto si sia trasformato in un settore ormai quasi irriconoscibile.
Il progresso tecnologico ha dato vita a interi settori e professioni che vent'anni fa non esistevano. Un esempio lampante di questo fenomeno è quello che viene definito "influencer marketing", la cui comparsa ha cambiato per sempre il modo in cui le aziende vendono i propri prodotti.
Se non avete mai sentito parlare di influencer marketing, è probabile che lo abbiate già visto all’opera, ma semplicemente non sapevate che avesse un nome. In sostanza, si tratta di una strategia di marketing digitale che consiste nel creare una serie di collaborazioni tra le aziende e quelle persone che godono di grande visibilità e notorietà su Internet. Queste persone sono note come «influencer».
JIFU e innumerevoli altre aziende pagano delle persone affinché sfruttino l'influenza della loro presenza online per promuovere la vendita di esperienze e prodotti.
I social network sono stati creati per mettere in contatto persone e gruppi, indipendentemente dalla loro ubicazione. Si tratta chiaramente di un sistema vantaggioso che i marchi possono sfruttare a proprio vantaggio, e spesso pagano molto bene gli influencer proprio per questo.

Gli influencer online sono seguiti da un pubblico target spesso molto incline al consumismo, le cui opinioni sono facilmente influenzabili dall'influencer stesso. Il marchio è in grado di rivolgersi a un pubblico più diretto e di rafforzare la propria presenza online.
Per diventare un influencer, occorre avere una mentalità aperta, perseveranza e dedizione. Oltre a queste caratteristiche, è importante anche padroneggiare i principali social network e creare contenuti accattivanti per distinguersi nella propria nicchia.
Spesso i marchi pagano di più gli influencer che registrano un maggiore livello di interazione. Una persona può avere molti follower, ma se il suo livello di coinvolgimento è basso, potrebbe ricevere un compenso inferiore rispetto a chi ha meno follower sui social media.
Ad esempio, Cristiano Ronaldo ha 240 milioni di follower su Instagram e un tasso di coinvolgimento stimato del 2,22%. Ciò significa che in media 5.328.000 persone interagiscono con ogni suo post, il che rappresenta un tasso di interazione soddisfacente.
Tuttavia, anche i nano-influencer (1.000-10.000 follower) possono guadagnare una somma ragionevole, purché mantengano un livello di coinvolgimento costantemente elevato. I micro-influencer (10.000-50.000 follower) guadagnano generalmente dai 100 ai 500 dollari per post, sempre a seconda di diversi fattori.
Ma quanto guadagnano? Dipende tutto dal marchio, dall’influencer e dalla piattaforma. Tuttavia, indipendentemente dalla portata del tuo pubblico o dalla tua nicchia, c’è da guadagnare. Secondo Business Insider.